| (Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
I primi stanziamenti risalgono alla preistoria: materiali e reperti rinvenuti
documentano la presenza dell'uomo fin dalletà eneolitica. Secondo fondate ipotesi,
ciò che spinse i popoli primitivi in questi luoghi, fu lesistenza dellacqua
calda e la conformazione del sito che permetteva, tramite facili varchi nega giogaia
d'Appennino, rapidi contatti con altre vallate. Dunque le acque termali e la
viabilità hanno influito fin dalla preistoria sulle vicende sociali ed economiche del
comune: ed anche oggi termalismo e viabilità continuano, nel bene e nel male, ad avere un
peso notevole. I romani apprezzarono moltissimo le terme di Bagno e Marziale ne
cantò le virtù salutari e terapeutiche, oggi esaltate da tre moderni stabilimenti
termali.
L'epoca feudale vide il territorio dominato dai conti Guidi che vi
costruirono i castelli di Corzano e Montegranelli, di cui oggi rimangono tracce imponenti.
Nel 1404 tutto il territorio fu conquistato dalla repubblica fiorentina che
l'organizzò nel "Capitanato della Val di Bagno". Ed a Firenze rimase legato
anche dopo l'Unità d'Italia, fino al 1923 quando con un regio decreto - voluto da
Mussolini per fare più grande la sua provincia natale - il Comune di Bagno di Romagna fu
trasferito dalla Provincia di Firenze a quella di Forlì. L'influsso toscano
in questa parte di Romagna si nota ovunque: nei palazzi signorili come nelle case di
campagna, dalle chiare linee architettoniche toscane; nel dialetto che nulla ha di
romagnolo e molto della lingua di Dante. Sotto Firenze l'economia fiorisce. Nasce a Borgo
S. Piero (S. Piero in Bagno) un fiorente mercato che ha luogo nella Piazza. Il Borgo si
sviluppa dopo che vi si trasferiscono gli abitanti del Castello di Corzano, distrutto dai
Lanzichenecchi nel 1527 durante il loro sanguinoso passaggio alla volta del "Sacco di
Roma". |
Le principali attrattive Il territorio del comune di Bagno di Romagna è posto a
cavaliere dell'alto Savio e dell'alta Val Bidente, immediatamente a ridosso del crinale
appenninico che divide Romagna e Toscana. Con i suoi 233 km quadrati è il terzo comune
della Provincia di Forlì in quanto ad estensione, e comprende una buona parte delle
Foreste Casentinesi, oggi incluse nel Parco Nazionale omonimo.
I centri più importanti - Bagno di Romagna e S. Piero in Bagno - sono posti lungo il
fiume Savio. Il capoluogo è S. Piero in Bagno, ove è la sede municipale, mentre il nome
al comune è dato da Bagno di Romagna, antico ed importante centro termale a lungo sede
municipale.
Attorno alla piazza di S. Piero sorsero nel settecento i palazzi dell'alta borghesia,
che si andava arricchendo coi commerci. Splendidi sono Palazzo Fucci e Palazzo
Giommoni, la cui facciata completamente dipinta è stata recentemente restaurata. Palazzo
Rivalta Paganelli invece risale al 1905, costruito su progetto dell'architetto Cesare
Spighi. Questo architetto di una certa importanza, attivo soprattutto a Firenze, ha
improntato con la sua opera eclettica, di gusto neoromantico e neogotico, il paese di
S.Piero. A lui si devono infatti i progetti delle scuole elementari, della chiesa
prevostale, dei giardini pubblici, di alcuni palazzi e dei due cimiteri monumentali di
Bagno e S. Piero che Alfredo Oriani, passando di qua in bicicletta, ebbe a definire come i
più belli della Romagna.
Spighi programmò anche, con i Piani regolatori del 1925, lo sviluppo dei due paesi.
Nelle sue costruzioni vi è un largo uso della pietra che ha esaltato la sapienza e la
capacità degli scalpellini locali: si vedano, ad esempio, i capitelli della chiesa
prevostale di S. Piero. Questa, maestosa ed imponente, racchiude un'opera d'arte
pressoché sconosciuta: un tempera su tavola rappresentante "La Madonna con Bambino e
Santi" firmata "IULIUS P. 1497", che ha singolari affinità con la famosa
pala Neri di Bicci (1468) conservata nella Basilica di S. Maria Assunta Bagno di
Romagna. Quest'ultima chiesa, fondata nell'860, è una vera pinacoteca: racchiude opere di
Alessandro Gherardini (1655-1726), Domenico Bigordi detto « Ghirlandaio» (1449-1494),
Neri di Bicci (1418-1492), Maestro di S. Ivo (XV sec.), Jacopo Vignali, Michele Tosini... |