| (Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Abitata giā in epoca preistorica, la valle del Senio fu colonizzata solo alla fine del
primo millennio con la fondazione di abbazie benedettine, tra cui quella di Valsenio. Dal
XIII secolo in poi cresce l'importanza del piccolo borgo di Cāsola in cui confluirono i
fuggiaschi dall'omonimo castello bruciato dai faentini nel 1216.
L'abitato, sorto su un terrazzo naturale sovrastante il fiume Senio in corrispondenza
della confluenza del Rio Cāsola, si ampliō lentamente verso sud lungo il ciglione che
segue la riva sinistra del fiume.
Dal secolo XIV in poi e fino alla metā dell'800, Cāsola seguė le sorti del contado
imolese di cui conserva tuttora l'appartenenza alla diocesi di Imola.
La seconda guerra mondiale e l'esodo delle famiglie mezzadrili hanno sconvolto
strutture e sistemi secolari determinando un nuovo assetto sociale ed economico.
Le principali attrattive
Nel capoluogo i pių importanti luoghi, edifici e monumenti sono: Torre di Galbetto
(sec. XV), edificio dell'originario borgo medioevale. Piazza Luigi Sasdelli, la pių
antica piazza del paese, chiusa anche sul lato nord-ovest fino al 1957. Via G. Matteotti,
antica strada su cui si affacciavano locande, osterie, botteghe, calzolerie, ecc. Torre
civica detta dell'Orologio che vi fu collocato nel 1560 per non vivere pių Ŧa
benefizio di naturaŧ. Chiesa arcipretale dell'Assunta (sec. XVI), con pregevoli stucchi.
Monumento ai Caduti (1923), opera bronzea di Cleto Tomba. Monumento ad Alfredo Oriani
(1959), opera in bronzo di Angelo Biancini. Chiesa di S. Francesco detta dei Frati (1823),
dell'architetto Pietro Tomba. Monumento al granatiere G. Nembrini, stele in ceramica di
Leandro Lega. Chiesa di Sopra (sec. XIII), resti murari e campanile a vela della chiesa
dell'antico castello di Cásola sovrastante il paese.
Percorrendo la strada statale 306 dal confine nord verso sud si incontra: l'Abbazia
di Valsenio (sec. X), complesso benedettino di particolare pregio architettonico. Il Cardello,
casa museo dello scrittore Alfredo Oriani (1852-1909) costituisce un raro esempio di
abitazione signorile romagnola. Oriano (sec. XIII), nucleo fortificato con architettura
molto antica. Santuario della Rivacciola (sec. XVIII) in cui si venera un'immagine
miracolosa della Beata Vergine. Chiesa di S. Apollinare (sec. XIV) conserva una pregevole
tavola del pittore Innocenzo da Imola.
Su un poggio a sud-est del paese si trova la massiccia torre di Ceruno (sec.
XIV), nido della consorteria dei Ceronesi che dominarono la valle tra il XV e il XVI
secolo. Lungo lo spartiacque tra Senio e Santerno si erge Monte Battaglia (m. 715
slm), rocca medioevale (sec. XII) recentemente restaurata e famoso obiettivo della seconda
guerra mondiale conteso da partigiani, alleati e tedeschi. Ai piedi della torre č
collocato il Monumento alla lotta di Liberazione, opera in bronzo del faentino Aldo
Rontini.
In frazione Zattaglia si trova il sacrario del Gruppo di Combattimento Friuli.
Di interesse anche la Vena del gesso, formazione gessoso-solfifera con minerale
variamente cristallizzato che conferisce alla roccia un caratteristico luccichio che le č
valso il nome di Ŧpietra di lunaŧ. La vena č interessata da fenomeni di carsismo con
grotte, doline ed inghiottitoi. Famosa č la Grotta del re Tiberio (m 306) per le sue
leggende e per le tracce di presenza umana in epoca preistorica.
Da non perdere il Parco e la tenuta del Cardello che costituiscono un insieme di valore
storico, culturale ed ambientale e il giardino officinale, realizzato vicino al paese nel
1974 dalla regione Emilia-Romagna con la collaborazione del professor Augusto Rinaldi
Ceroni, che raccoglie piante aromatiche, medicinali, da essenza e da cosmesi. |