(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
I primi insediamenti nel territorio risalgono all'età del bronzo, ma la storia di
Cesenatico è da considerarsi la storia del suo porto, nato nel 1302, anno in cui la
città di Cesena decise di costruire uno scalo marittimo.
Con il duca Valentino, Cesenatico ebbe l'incontro con Leonardo da Vinci il quale, il 6
settembre 1502, disegnò il porto. Nella seconda metà del Cinquecento, sotto il dominio
della Serenissima repubblica di Venezia, Cesenatico era già un importante punto di
traffico, dove si rifornivano anche mercanti fiamminghi e spagnoli, mentre sotto la
dominazione papale Cesenatico non aumentò minimamente i traffici e i suoi abitanti
chiesero più volte l'autonomia da Cesena. Le petizioni furono sempre respinte e la
sospirata autonomia giunse soltanto nel 1817.
L'avvenimento che ha più inciso nel tessuto sociale di Cesenatico è legato all'epoca
garibaldina, tanto è vero che l'unica vera festa della città è quella di Garibaldi, che
si organizza ogni anno, alla prima domenica di agosto.
Negli anni immediatamente successivi all'Unità, Cesenatico viveva di pesca; nel 1863,
su 5.725 abitanti, 786 erano pescatori. Il prodotto veniva conservato nelle ghiacciaio.
Questo fino al 1929-30, quando fu impiantata la prima fabbrica del ghiaccio.
Con l'Unità d'Italia si affacciò alla ribalta la borghesia, e contemporaneamente,
nacque la moda dei bagni di mare. Nel 1925 Cesenatico contava 24.430 presenze turistiche e
nel 1933 aveva 30 fra alberghi e pensioni, per un totale di 572 camere. Dopo la seconda
guerra mondiale il turismo non fu più un fenomeno elitario, ma un prodotto industriale
aperto al mercato delle grandi masse. Il «boom turistico» degli anni Sessanta ha
determinato una profonda trasformazione di Cesenatico, dove oggi ci sono 127 stabilimenti
balneari ed oltre 400 alberghi.
Le principali attrattive
Tutte le attività socio-economiche di Cesenatico sono nate, e ruotano tuttora, attorno
a momenti di notevole interesse storico ed artistico, testimoni della tradizione marinara.
Il Porto canale leonardesco - Costruito nel 1314 per l'esigenza mercantile della
città di Cesena. Ai primi del Cinquecento, Cesare Borgia reputò opportuno far eseguire
lavori che conferissero al porto un'adeguata protezione dalla violenza dei flutti e
incaricò Leonardo da Vinci del progetto. Da allora il porto canale divenne l'asse
principale per lo sviluppo di Cesenatico. Nel porto canale attraccano tuttora i
pescherecci ed ai suoi lati, nel periodo estivo, ci sono le pedane dei caffè e dei
ristoranti. Una passeggiata decisamente da non perdere.
Il Museo galleggiante della marineria - Ha sede nel tratto più antico e
caratteristico del porto ed è l'unico in Italia. Qui sono esposte barche dell'alto e
medio Adriatico (il bragozzo, il trabaccolo da pesca, la battana, il bragozzo d'altura, il
topo, la lancia, la paranza e il trabaccolo da trasporto), restaurate e riarmate secondo
le funzioni di origine, con le colorate vele al terzo che frequentarono Cesenatico dopo la
scomparsa di quelle latine e prima dell'avvento del motore.
Il Presepe galleggiante - Ospitato durante il periodo natalizio dal museo
galleggiante della marineria, rappresenta un grande momento artistico e scenografico, dove
la scultura sposa e sintetizza la vita religiosa e la tradizione marinara della città.
La chiesa parrocchiale - Intitolata ai santi Giacomo e Cristoforo, è ubicata
sulla destra del porto. Eretta nel 1324, è stata poi ricostruita nel sedicesimo secolo,
ma la sua immagine attuale si deve ad un ulteriore rifacimento avvenuto nel 1763.
All'interno sono conservati due dipinti di Francesco Andreini, della scuola del Cagnacci.
Il monumento a Giuseppe Garibaldi - Cesenatico vanta di aver forse eretto per
prima un monumento a Garibaldi nel 1884, in quel luogo dove l'eroe trovò salvezza nel
1849. Fu una sosta di poche ore, giusto il tempo di procurarsi qualche rifornimento per i
200 seguaci (fra i quali ricordiamo Ugo Bassi) e dare un po' di ristoro ad Anita morente.
La casa del poeta Marino Moretti - Dove sono tuttora custoditi i suoi libri e le
carte. La casa, donata da Ines Moretti al comune di Cesenatico, è attualmente un centro
di studi e ricerche sulla cultura italiana novecentesca. Si trova lungo il porto.
Le conserve o ghiacciaie - Aventi un tempo la funzione, riempite di ghiaccio o
neve, di conservare il pesce. Cesenatico, per la fervida attività del porto peschereccio,
ha la fortuna di averne posseduto oltre venti, in parte ancora funzionanti agli inizi del
secolo, e di averne potuto recuperare tre, in un aspetto vicino a quello originario.
L'Antiquarium - Museo presente all'interno della biblioteca comunale, dove sono
esposti alcune statue, frammenti di terracotta, ceramiche (lucerne, vasi, piatti), pesi e
monete, risalenti al periodo romano. Nel territorio di Cesenatico c'era infatti un piccolo
centro romano identificabile, in periodo repubblicano (II-I sec. a.C.), con la «Tabernae
Cossutianae» e successivamente con l'«Ad Novas» del periodo imperiale (I-IV sec. d.C.)
riportata dalla «Tabula Peuntingeriana» sul tracciato della via consolare «Popilia».
Il Teatro comunale - Danneggiato durante la seconda guerra mondiale, è in
avanzata fase di restauro. Fu costruito nel 1865 col denaro di una pubblica
sottoscrizione, su progetto dell'architetto Candido Panzani. La facciata è neoclassica.
La colonia Agip - Costruita nel 1932, è ancora oggi una struttura moderna ed
efficiente, immortalata nei moderni testi di architettura. La sua linea si discosta del
tutto dallo stile littorio dell'epoca. |