(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Coriano ha origini antichissime: fu colonia degli umbri, degli etruschi, del romani.
Dal XIII secolo in poi fu terra di conquista per tutti gli eserciti che si combattevano in
Italia.
Fu di Malatesta, di Borgia, della Repubblica di Venezia, degli eserciti spagnoli, delle
truppe papaline. Nel 1528 fu donata dal papa alla famiglia Sassatelli di Imola in cambio
dei favori resi nel liquidare i Malatesta.
La famiglia Sassatelli ricostruì il castello distrutto grosso modo come lo possiamo
vedere oggi dai resti e diede a Coriano lo stemma cittadino. Tre monti d'argento accostati
in campo azzurro: quel di mezzo più alto cimato di cuore d'argento; due laterali
sormontati da giglio d'oro; il tutto entro una corona a tre fioroni e due punte portate.
Lo stemma originale in pietra è tutt'oggi infisso sull'arco d'entrata al castello.
Coriano fu nei secoli successivi la zona agricola del riminese, sede di mandamento che
comprendeva sei comuni (Misano, Montecolombo, Montescudo, Morciano, San Clemente oltre che
Coriano). Il nome del comune ritornò all'attenzione del mondo nel corso della seconda
guerra mondiale quando nel settembre del 144 vi si combatté la più aspra e micidiale
battaglia di sfondamento della linea Gotica, mirante alla liberazione di Rimini. L'intero
paese fu distrutto. Di questo sanguinoso episodio è rimasto all'entrata del paese il
Cimitero di guerra Inglese che ospita 1940 caduti.
Le principali attrattive
I resti del castello di Coriano si ergono su uno dei promontori più alti del
paese, in gravi condizioni di degrado sebbene nel 1989 l'amministrazione comunale sia
intervenuta con opere di restauro al portone d'ingresso e alla torre. La costruzione va
attribuita ai Malatesta nella prima metà del Quattrocento. Nel 1528 il castello venne
assegnato dal papa Clemente VII alla famiglia Sassatelli di Imola quale premio per l'aiuto
dato nei combattimenti contro i Malatesta. Sul portone d'ingresso vi è ancora oggi lo
stemma lapideo dei Sassatelli che è rimasto nel gonfalone del comune (tre monti d'argento
accostati in campo azzurro: due laterali sormontati da una griglia d'oro). Nei secoli la
proprietà del castello si avvicenda più volte: l'Impero, il Papato, i Carpegna, i
Malatesta, i Montefeltro, i Sassatelli, i veneziani. Il comune di Coriano dall'800 in poi,
(sino alla seconda guerra mondiale, quando gli eventi bellici causarono al castello non
pochi danni), utilizzò gli edifici della Rocca per usi diversi, ma sempre di pubblica
utilità (abitazione del postiglione, del medico condotto, carceri mandamentali, ecc.).
Nel dopoguerra, sino alla metà degli anni '70, in coincidenza con l'abbandono del paese
da parte della popolazione in migrazione verso la costa il castello fu ridotto in uno
stato di semiabbandono. Inoltre alla luce di scelte urbanistiche come le edificazioni
sulla piazza d'armi furono compiuti sicuramente altri imperdonabili errori a tutto danno
del patrimonio storico comunale. Negli ultimi decenni interventi di risanamento e alcuni
restauri di parti della Rocca, effettuati da parte di privati sotto la direzione della
soprintendenza alle Belle Arti, ne hanno consentito un recupero positivo.
L'amministrazione comunale è comunque impegnata nella ricerca di finanziamenti per
un'operazione di risanamento generale di tutto il castello, onde restituire al paese e ai
turisti il suo monumento più importante e più prezioso.
Cerasolo - L'edificazione di «castrum Ceresolo» si perde negli anni del 1200.
Apparteneva al comune di Rimini quando nel 1321 fu espugnato dai ghibellini romagnoli e
distrutto completamente. Riedificato dai riminesi nel 1380 passò ai Malatesta, ai
Montefeltro, ai veneziani. Oggi sono visibili resti dell'antico castello incorporati in
abitazioni dei secoli successivi e poggianti su resti della cinta romana.
Besanigo - Il castello di S. Andrea in Patrignano fu eretto da Sigismondo
Maltesta nel 1430. Nel 1504 passò ai veneziani, poi ai Montefeltro ed infine al comune di
Rimini. Nel 1517 fu espugnato e distrutto da Francesco Maria Della Rovere. Sui ruderi
rimasti dall'incendio si sono in parte appoggiati edifici successivi. Sono ancora visibili
gli imponenti avanzi della cinta muraria.
Passano - Castrum Passani risulta essere l'edificio più antico del comune di
cui si abbia documentazione: da un documento ravennate risulta che esso venne concesso nel
1111 da Lucio II alla Chiesa ravennate. Passato poi al comune di Rimini e nel 1361 ai
Malatesta. Il castello si ergeva sul poggio di Passano, sovrastante il rio delle Fornaci,
sulla cui sommità è stato costruito un ristorante utilizzando i resti della fortezza;
nei pressi dell'attuale edificio si notano fondamenta e basi murarie.
Mulazzano - Castrum Mulazzani nel 1366 apparteneva alla Santa Sede, ma nel 1358
passò ai Malatesta. Nel 1468 Federico di Montefeltro lo tolse a Sigismondo. Nel 1504 lo
occuparono i veneziani. Il castello era situato al centro dell'attuale abitato di
Mulazzano; oggi rimangono pochi resti della cinta muraria e della cisterna, visibile nel
bel mezzo della piazzetta.
Monte Tauro - Nel 1200 Castrum Montis Tauri era soggetto al comune di Rimini dal
quale passò ai Malatesta. Nel 1504 se ne impadronirono i veneziani. Il castello sorgeva
dove oggi si trova il Casale di Monte Tauro detto anche castello, sul poggio che sovrasta
il corso del Marano; alcuni fabbricati sono stati eretti sui ruderi, la maggior parte dei
quali è scomparsa a seguito di lavori di sistemazione e di ristrutturazione del luogo.
Vecciano - Nel 1355 Castrum Viciani si ribellava al comune di Rimini per
sottomettersi alla Santa Sede. Passò poi ai Malatesta e successivamente venne demolito.
Sorgeva sul colle dove si trova la casa colonica Torre; l'edificio è sorto sulle
fondamenta della rocca di cui conserva i sotterranei adibiti a cantina e una cisterna
ancora efficiente. |