(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Alla fine del secolo scorso nella zona di Toscanella furono rinvenuti i resti di un
villaggio dell'età del bronzo, segno di quanto antichi fossero i primi insediamenti in
questa parte del comune. Molto più recenti, invece le notizie sul centro di Dozza, il cui
nome deriverebbe dalla parola «doccia» con cui si indicavano i condotti per trasportare
l'acqua.
Già nel XII secolo Dozza era sotto il dominio della Chiesa imolese, per poi acquistare
un proprio spessore autonomo di comune.
Chiusa questa esperienza, la cittadina passò, dopo essere stata saccheggiata dai
soldati di Ottone IV di Sassonia, sotto il dominio prima dei bolognesi e quindi degli
imolesi. È durante l'alternarsi di queste dominazioni che sorse la Rocca.
Passata nuovamente sotto il dominio della Chiesa per mano del cardinale Albornoz
(1361), il paese divenne poi terra di conquista nel XV secolo per diverse importanti
famiglie: prima gli Alidosi, poi i Manfredi, poi Girolamo Riario, alla cui vedova, la
celebre Caterina Sforza, toccò il compito di rinforzare la Rocca e gli altri presidi per
difendere Dozza dalla campagna di Romagna portata avanti dalle truppe di Borgia.
Ma tutto questo servì soltanto ad allungare l'agonia del paese: sottomessa alla Santa
Sede nel 1505, Dozza venne quindi ceduta dal pontefice al cardinale Campeggi la cui
casata mantenne fino all'estinzione, avvenuta nel 1728, il dominio di Dozza. Poi subentrò
un'altra famiglia bolognese, quella dei marchesi Malvezzi, che per diritto ereditario
mutò il nome il Malvezzi Campeggi.
Le principali attrattive
Gran parte della storia di questo paese è racchiusa tra le mura della Rocca
sforzesca, un edificio a pianta esagonale che fu ricostruita da Giorgio Marchesi ai
tempi di Girolamo Riario e quindi profondamente ristrutturata nella seconda metà del XVI
secolo dalla famiglia del cardinal Campeggi. All'interno si arriva attraverso un
suggestivo ponte levatoio, dal quale si possono ammirare i merli e le altre
fortificazioni. Le sale sono di grande interesse per la ricchezza degli arredi, tra cui
spiccano svariati ritratti dei personaggi di casa Malvezzi, la famiglia che prese il posto
dei Campeggi. Tra questi un'importante tela di Pier Francesco Cittadini intitolata proprio
La famiglia Malvezzi, mentre altri ritratti sono opera di Felice Torelli.
All'interno della Rocca si trovano anche un museo della civiltà contadina, l'importante
enoteca regionale (con un'interessantissima raccolta di vini) e materiale raccolto
tra gli artisti che hanno partecipato al concorso nazionale del muro dipinto. Nata
nel 1960, questa manifestazione è divenuta biennale nel 1965 e si svolge nella prima
quindicina di settembre: gli artisti, che arrivano da tutto il mondo, affrescano le pareti
del centro storico in un clima di grande simpatia con gli abitanti di Dozza e i
visitatori.
Di grande rilievo anche la chiesa parrocchiale dell'Assunta, le cui prime
notizie risalgono alla prima metà del XII secolo. Numerosissimi gli interventi
successivi, tra cui uno particolarmente importante avvenuto alla fine del XV secolo,
mentre un certo lavoro di restauro è stato fatto anche tra il 1942 e il '45. Tra i
numerosi dipinti custoditi all'interno si segnala una tavola del 1492 firmata da Marco
Palmezzano e intitolata Madonna col bambino, San Giovanni Battista e Santa
Caterina. La chiesa dell'Assunta ospita anche una lunetta romanico-bizantina
raffigurante la Madonna, mentre a fianco dell'edificio si trova un interessante museo di
arte sacra.
Per gli amanti della natura riveste un certo interesse il Bosco della Frattona, una
ventina d'ettari protetti come riserva naturale. |