(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Le sue antiche origini derivano da un agglomerato agricolo ai margini della selva di
Lugo (antica Selva Litana ricordata anche da Tito Livio, che ricopriva, frammista a
paludi, tutto il territorio della Bassa Romagna) nei pressi degli stagni di Pedusa, poi
nel Medio Evo appartenne prima ai monaci dell'abbazia di S. Maria in Cosmedin, poi nel 754
passò ai benedettini, quindi nel 1164 ai conti di Cunio feudatari romagnoli.
Nel 1251 il territorio di Massa Lombarda dette asilo a numerose famiglie provenienti
dai territori di Brescia e di Mantova, sfuggite dalle loro città per evitare le
distruzioni decise dal capo ghibellino Ezzelino da Romano. Proprio in seguito
all'ospitalità dimostrata nei confronti delle popolazioni lombarde, il paese cambiò il
nome da Massa di S. Paolo in Massa Lombarda.
In seguito la città passò sotto l'effimera signoria del famoso capitano di ventura
Giovanni Acuto, quindi sotto quella del condottiero Alberico da Barbiano e da questi ai
Visconti di Milano.
Estintasi questa signoria con Filippo Maria Visconti, Massa Lombarda passò sotto il
dominio della Chiesa. Nel 1440 la città fu venduta da Papa Nicola III agli estensi che la
tennero fino al 1598, quando, con l'istituzione del ducato ferrarese, tornò alla Chiesa.
Le vittoriose spedizioni in Italia di Napoleone mutarono l'assetto politico e temporale
del paese che entrò a far parte del dipartimento del Rubicone.
Con la caduta di Napoleone e con la susseguente restaurazione, Massa Lombarda tornò
allo stato della Chiesa, rimanendovi fino al 1859, quando entrò a far parte del regno
d'Italia.
Gli ultimi anni del 1800 e i primi del '900 furono determinanti per la cittadina, che
nel 1889 fu decretata Città con regio decreto. In questo periodo vennero bonificate le
zone paludose, si impiantarono frutteti, (soprattutto peschi), si iniziarono i primi
esperimenti per la cultura della barbabietola da zucchero; tutta l'economia della zona
mutò radicalmente; vennero costruiti magazzini ortofrutticoli, uno zuccherificio e si
istituirono gli scambi commerciali con l'estero. Massa Lombarda assunse un ruolo più
importante, moderno e dinamico anche se risentì dell'inutile strage provocata dalla prima
guerra mondiale che impose lutti e sacrifici incredibili.
Le principali attrattive
S. Maria del Carmine - Costruita dai frati Carmelitani nel secolo XVII con
annesso convento divenne ben presto uno dei massimi centri dell'ordine Carmelitano per
tutta la regione romagnola. Con la soppressione Napoleonica, chiesa e annesso convento
rimasero privi dei religiosi e il culto fu affidato al clero locale che condusse la Chiesa
fino agli eventi bellici del 1945. È di particolare interesse artistico. Era
fiancheggiata dal campanile andato distrutto per eventi bellici. Si attende il completo
restauro per utilizzarla come contenitore culturale.
Chiesa Arcipretale della Conversione di S. Paolo - Fu costruita dall'anno 1537
al 1577 sulle rovine di una più antica, orientata in altro senso. Fu consacrata il
10.11.1577. Era preceduta da un portico demolito nel 1934. È fiancheggiata dalla torre
campanaria a pianta quadrata alta m 38. Qui si trovano quattro campane le quali furono
fuse nel 1842, tre di esse furono requisite durante il periodo bellico e rifuse poi negli
anni 1945/55.
Porta della Celletta - Eretta dagli Estensi, intorno al 1500 come risulta da una
pergamena giacente nell'archivio di Stato di Bologna, in data 8.9.1515. Essa rappresentava
la porta di ingresso a levante della città; a ponente vi era la più antica (eretta
probabilmente nel 1251 da profughi lombardi di Marmirolo) detta appunto Porta vecchia od
anche del Molino. In origine, come riporta il Quadri nelle sue memorie, la porta della
Celletta era merlata, misurava metri 14,95 di altezza e metri 7,14 di larghezza e metri
4,54 di altezza. La porta della Celletta venne demolita nel marzo del 1847 (sempre secondo
il Quadri). Di quella porta rimane un fedelissimo disegno del celebre incisore Rosaspina.
Tale porta è stata ricostruita dal Circolo Aquilone nel 1989 temporaneamente in occasione
della rievocazione storica della Consacrazione della Chiesa di S. Paolo avvenuta il
12.11.89 nel centro storico. Tale manifestazione dal titolo «Una porta, una Chiesa, una
Piazza tra passato e presente» rientrava nel programma delle manifestazioni celebrative
del Centenario del conferimento del titolo di «Città» a Massa Lombarda (1889/1989).
Santuario della Madonna del Trebeghino detta dell'Oppio - Non se ne conoscono le
origini. È certamente fra i più antichi luoghi di culto in Massa Lombarda. Ha una
caratteristica facciata. È talmente fatiscente che necessita di restauro.
Chiesa di S. Salvatore - Dove esisteva da tempo immemorabile una antica
chiesetta, i massesi fecero costruire alla fine del 1700 l'attuale chiesa, che è un vero
gioiello d'arte. L'interno è di Cosimo Morelli, l'esterno del massese Zaccaria Facchini.
Anche questa chiesa attende la fine del restauro ormai quasi completato.
Santuario della Beata Vergine della Consolazione - Fu costruito per volontà dei
massesi dal 1794 al 1813 sotto la direzione dell'architetto massese Zaccaria Facchini. Vi
sorse accanto il cimitero comunale quando la legge napoleonica volle che i cimiteri
fossero costruiti fuori dai centri abitati. È stato recentemente restaurato ed è di
interesse artistico singolare. |