(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Incertissima l'origine del toponimo. Potrebbe derivare da certo Meldo, leggendario
parente di Alarico re dei Visigoti, oppure da Imilda, che fu signora nel Medioevo. Oppure
ancora dal termine latino "metula", ovvero termine di una strada.
Un po' tutti gli studiosi comunque attribuiscono a questa località - punto d'incontro
di genti umbre, galliche ed etrusche - un'origine molto lontana e c'è chi è persuaso
potesse essere l'antico "Castrum Mutilum" citato da Tito Livio come teatro di
una battaglia del 204 a.C.
All'epoca della colonizzazione fu senza dubbio abitata da molte famiglie romanizzate, e
illuminanti in proposito sono gli avanzi marmorei e i pavimenti a mosaico affiorati
durante una serie di scavi eseguiti nel '700. Tracce, con ogni probabilità, di una
grandiosa costruzione del IV secolo che ancora nel 1300 era chiamata "Palatium"
e potrebbe essere appartenuta a re Teodorico oppure a sua figlia Amalasunta.
Ricca e prospera nel periodo del basso impero, già nel 900 su "Castram
Meldulae" avrebbero esercitato la loro influenza gli Orgogliosi e i Gherardi di
Bertinoro. Passata sotto la signoria degli arcivescovi di Ravenna e poi infeudata a
Marcovaldo, uomo di corte dell'imperatore Federico, la cittadella passò poi attraverso
varie dominazioni e peripezie: dagli Ordelaffi ai Malatesta, dal duca Valentino al
veneziani.
Con Leone X tornò comunque alla Santa Sede che nominò feudatario Alberto Pio da Carpi
(1518), il cui principato fu contrassegnato da una rivolta ghibellina capeggiata dai
Marescalchi e da un saccheggio dei lanzichenecchi del conte Carlo Borbone (1527).
Nel 1597 Rodolfo Pio la cedette per 147 mila scudi d'oro agli Aldobrandini, del casato
di papa Clemente VIII. Nel 1647 l'unica erede della famiglia, Olimpia, andò sposa a
Camillo Pamphili (a sua volta nipote di Clemente X) a cui portò in dote il dominio.
Dopo l'invasione napoleonica, subentrarono i Borghese Aldobrandini e poi i Pamphili
Doria, fino alla nascita del regno d'Italia.
Le principali attrattive
La Rocca. Risale all'XI secolo ed è parzialmente visitabile. Malgrado i
cannoneggiamenti subiti dai tedeschi si presenta solida e massiccia. Le logge e il cortile
interno sono ancora testimonianze dell'eleganza che doveva contraddistinguerla quando fu
dimora dei principi Aldobrandini.
Piazza Orsini. Da vedere, nella piazza centrale intitolata a Felice Orsini, sia
la casa natale del celebre cospiratore (attentò alla vita di Napoleone III e fu
giustiziato in Francia nel 1858) sia soprattutto il Palazzo Aldobrandini-Pamphili, con un
doppio splendido loggiato, costruito nel 1609.
Cappella del Crocifisso dell'ex-ospedale. Risalirebbe al 1417. Ha forme gotiche
e contiene un interessante ciclo di affreschi che illustrano la Passione di Cristo e sono
attribuiti a Marco Palmezzano, oltre a dipinti, marmi e argenti sacri di valore.
Chiesa di San Nicolò e Collegiata. Medioevale, conserva un bel crocifisso del
Menzocchi (1502-1508). Vi è venerata la Madonna del Popolo, patrona della cittadina.
Pregevoli anche la Chiesa di San Francesco (1249), con un crocifisso dipinto su
tavola e un coro quattrocentesco in noce scuro, e l'elegante Chiesa di San Cosimo
(1780).
Ponte dei veneziani. Opera di quei sapienti castori che erano gli architetti
veneziani, risale al 1503. Riproponeva, nella funzione di decantazione delle acque con
metodi meccanici, i principi del preesistente acquedotto di Traiano (reperti del quale
sono affiorati nei pressi del ponte stesso).
I dintorni
S. Colombano è la frazione più grande di tutte le località del Comune di
Meldola; nel paese si può visitare la chiesa, costruita nel 1700 e nella quale è
conservato il cilicio di S.Colombano (reliquia) e due tele del XVII secolo.
Proseguendo sempre sulla stessa statale si arriva a Gualdo, che possiede tre
luoghi interessanti: il primo, che si può notare dalla strada statale, è "la
Buga" ovvero la cascata del fiume bidente; il secondo luogo è la chiesa, originaria
del 1300 e dedicata a S. Apollinare; il terzo luogo d'interesse è la piccola chiesa
dedicata alla Madonna del Fuoco; vicino a Gualdo si trova la località di Ricò,
dove si può visitare la chiesa risalente alla fine del 1400.
Sopra Meldola si trova la località di Scardavilla, luogo molto noto già del
1100; a Scardavilla di Sotto sono da visitare, anche se quasi ridotti a ruderi, la chiesa
di S. Maria, il chiostro quattrocentesco con il pozzo centrale(le prime costruzioni
risalgono al 1197), mentre a Scardavilla di Sopra si trova l'eremo di Scardavilla con
chiesa e palazzo datati 1700.
Valdinoce è la località più distante da Meldola. Si tratta di un luogo
antichissimo: i primi dati storici risalgono al 1030. Dal 1 500 la rocca seguì, nel corso
dei secoli la stessa sorte della Rocca di Meldola. La chiesa fu edificata nel 1300 e
all'interno di essa si può ammirare una tela del 1700 raffigurante il santo.
A Castelnuovo si possono ammirare i ruderi della rocca omonima; già nel 915 se
ne sente parlare; essa fu sempre oggetto di aspre contese fra lo Stato Pontificio, i
Manfredi di Faenza, gli Ordelaffi di Forlì ed i Malatesta di Rimini, e fu addirittura
feudo dei Visconti di Milano.
La Rocca delle Caminate appartiene al territorio comunale di Meldola. La
località è già nota nel 997, mentre il castello viene ricordato per la prima volta nel
1213. Del suo passato rimane ben poco, in quanto fu interamente ricostruito e donato nel
1927 a Benito Mussolini, che ne fece la sua residenza estiva. Attualmente è di proprietà
dell'amministrazione provinciale.
L'antico borgo di Teodorano fa parlare di se già nel 1031; il luogo conserva la
sua struttura medioevale. Merita una visita anche la chiesa edificata nella seconda metà
del 1200; all'interno c'è un quadretto della Madonna della Misericordia del 1600. |