(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
In varie zone del comune anche recentemente sono venuti alla luce reperti archeologici
che dimostrano senza ombra di dubbio l'origine romana di Misano. La denominazione stessa,
sulla base di indagini storiche più attendibili, deriverebbe da una delle numerose
famiglie trasferitesi da Roma nella zona nel 111 sec. a.C.. Potrebbe trattarsi di una
certa "Gens Mesia" che, per meriti militari od altri, riuscì a impossessarsi di
vaste terre sulle colline dell'attuale Misano Monte.
Nei primi secoli successivi alle conquiste romane sorsero vari nuclei abitati fra cui
Misano, che divenne ben presto il centro principale. Tuttavia assunse una certa importanza
solo verso il mille allorché vi fu costituita la Pieve di Sant'Erasmo, più volte citata
anche dal Tonini nella sua monumentale "Storia di Rimini".
Per oltre due secoli, precisamente dal 1295 al 1528, Misano fu sotto il dominio dei
Malatesta che vi fecero costruire un castello di cui non restano, purtroppo, che l'arco
d'accesso e parte della torre.
Estintasi la dinastia malatestiana, la Romagna, e quindi anche Misano, entrò a far
parte dello Stato pontificio, la cui giurisdizione darò quasi ininterrottamente fino
all'unità d'Italia. Nel frattempo era stato eretto per la prima volta a comune autonomo
(1511), ma in seguito perdette più volte l'indipendenza amministrativa per essere
appoggiato ora a questo ora a quel comune vicino (San Clemente, Coriano, San Giovanni in
Marignano). Solo nel 1827 la riacquistò definitivamente.
Tuttavia, poco più di un secolo dopo (1935), corse ancora il rischio di riperderla a
vantaggio del vicino comune di Cattolica, il quale chiedeva l'annessione del territorio
misanese per esigenze connesse allo sviluppo turistico di quel centro balneare. Nel 1938
Misano perdette l'appellativo di "Villa Vittoria".
Le principali attrattive
Oasi sul fiume Conca - Dalla necessità del potenziamento idrico per fini
turistici è sorto fra alcuni comuni del litorale e fra questi Misano, un consorzio per la
realizzazione di un invaso lungo il fiume Conca a due chilometri dal mare. Il vasto lago
artificiale che si è formato, oltre al compito primario del rifornimento idrico, ha
assunto, particolare rilevanza per la sosta della fauna selvatica conseguente alla
istituzione di un'oasi di protezione.
L'Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina, alla richiesta di un parere sul
valore della zona sopraccitata, così si esprimeva: "Dal complesso dei dati raccolti
risulta inequivocabilmente che l'area di che trattasi è un biotopo importante sotto il
profilo ornitologico. Esso infatti è sito di riproduzione per numerose specie di uccelli
acquatici o comunque legati ad ambienti umidi e rivieraschi. Forse ancor maggiore è la
sua importanza quale punto di confluenza di linee di migrazione che si svolgono sia lungo
il litorale, sia lungo la valle della Conca, il che è testimoniato, se non altro, dalla
comparsa di un numero di specie altissimo, ivi comprese specie rare e di elevato
significato naturalistico". |