(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Montescudo un tempo si chiamava Rio Alto, la sua nascita è di probabile era etrusca.
Ai tempi dell'imperatore Cesare Augusto era stazione di cambio dei cavalli per la posta
militare che da Ariminum andava a Roma, essendo questa la via più breve.
Nel 1209 Montescudo fu dominio di Ottone I, poi passò sotto la Repubblica di Venezia,
in seguito, dietro lunghe e dolorose vicende di aspre battaglie, il paese fu
alternativamente sotto i Malatesta di Rimini e i Duchi di Urbino (1284-1657).
Montescudo era già comune quando nel 1508 seguì la lega di Cambrai e in seguito alle
avverse vicende che ne seguirono, il Papa Giulio II espresse alla Repubblica di Venezia il
desiderio che Rimini e tutto il contado fossero restituiti alla Santa Sede. Venezia
accolse il desiderio del Pontefice e il 2 Maggio 1509 cedette aria Chiesa di Rimini la
città stessa e tutti i territori dipendenti da quella giurisdizione.
In seguito, come tutta la Romagna, passò sotto il dominio di Napoleone e furono quelli
diversi anni di splendore, progresso e lustro storico. Quando Napoleone dovette lasciare
la Romagna il paese subì una grande spoliazione materiale, morale e culturale, ridotto a
piccolo comune che comprendeva solo poco più del paese stesso. Ritornato sotto lo Stato
Pontificio, seguì la Romagna in tutte le vicende fino all'Unità d'Italia, con il nome di
Montescudo.
Le principali attrattive
Montescudo, collocato sulla collina ai piedi del Monte Godio, offre un vastissimo
panorama che va dalla parte del mare, dal pesarese al ravennate, e in una chiarissima
mattina di primavera dalla cima del monte si intravvedono le cime dei monti dell'Istria.
Possiede un piccolo teatro in cui vengono rappresentate, a cura della Pro Loco, varie
manifestazioni culturali.
Oramai conosciuta a livello nazionale la Sagra della Patata, sotto il patrocinio
di comune e associazione Pro Loco.
Un'interessante mostra della Civiltà Contadina, realizzata in collaborazione
con il comune limitrofo di Monte Colombo, è allestita nelle scuole medie ed è meta di
molte scolaresche in gita d'istruzione.
Conserva anche i resti di una rocca malatestiana che faceva parte del sistema
difensivo a sud di Rimini.
Nella località di Trarivi è interessante visitare i ruderi della Chiesa della
Pace ed il museo della guerra che si trova nel suo interno. Essa è collocata su di una
collinetta che durante l'ultima guerra fu al centro dei combattimenti fra le truppe
tedesche e alleate, il cui possesso fu determinante per lo sfondamento della linea gotica.
Detta chiesa è stata restaurata e intitolata alla "Madonna della Pace". Sono
diversi gli ex combattenti delle due parti in lotta che in certi periodi si ritrovano qui
per ricordare quei tristi tempi.
La località di Albereto con il suo piccolo castello è di data anteriore al
castello fondato da Pandolfo Malatesta a Montescudo, e si chiama Albereto appunto perché
un tempo si trovava in mezzo a una foresta di querce, tigli, pioppi e pini.
Valliano, altra località del Comune, si trova sul "Rio Melo" e
conserva ancora una antichissima Chiesa romanica, la più antica del circondario che era
alle dirette dipendenze della curia romana.
Santa Maria del Piano, nella vallata del fiume Conca, si trova al confine
dell'Emilia-Romagna con le Marche, paese ben noto per l'artigianato della ceramica le cui
botteghe artigiane sono visitate dalle scolaresche in contemporanea con la visita al Museo
della Civiltà Contadina. La Chiesa seicentesca in essa sita, conserva ancora intatta la
sua caratteristica facciata, che si differenzia da tutte le altre della zona. |