(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Sarebbe riduttivo pensare a Predappio solo come al paese che ha dato i natali a Benito
Mussolini. In realtà Predappio ha una sua storia che inizia nell'epoca romana, quando
questo centro faceva parte, con Mevaniola e Sarsina, della Sesta tra le undici province in
cui Augusto aveva diviso l'Italia. Non a caso qualche anno fa i resti di una villa romana
sono stati ritrovati nella frazione di Fiumana.
Quanto al toponimo di Petra Appi, sfatata ormai la leggenda della fondazione per opera
dell'avventuriero francese Jean d'Epée nel 1283, si riporta più semplicemente al
significato di "roccia", ampiamente giustificato dall'enorme masso di puddinga
che svetta fra il terreno argilloso, e su cui ancora oggi sorge il castello (Predappio
Alta).
Com'è noto, Predappio appartenne al feudo Calbolesco. La vecchia famiglia feudale dei
Particeto de Saxo cedeva una parte del suo dominio ad una nuova famiglia feudale, quella
dei Calboli, che solo intorno al 1270 riesce a farsi luce nella storia locale, pure
affermandosi subito come la più schietta rappresentante del guelfismo romagnolo. Ranieri
de Calboli è questi uno dei principali attori della famosa "guerra di Romagna"
contro Forlì che per tre anni (1277-79) insanguinò con varie vicende tutta la zona, e fu
uno dei protagonisti, come lo sarà poi il nipote Fulcieri, delle lotte partigiane in
Forlì contro gli Ordelaffi e gli Orgogliosi, lotte nelle quali i Calboli non ebbero il
sopravvento.
Predappio, per quanto rocca fortissima, non sfuggì alle vicende dei tempi, e venne a
tratti occupata dai ghibellini forlivesi (Guido di Montefeltro nel 1278), dagli Orgogliosi
(1304), dagli Ordelaffi (1358), dalle truppe del cardinale Albornoz, ecc., ritornando pur
sempre al dominio dei Calboli.
Arrivando ai tempi recenti: sino al 1927 il capoluogo si trovava sul colle (attuale
frazione di Predappio Alta), venne poi trasferito nella frazione Dovia (due vie), attuale
Predappio capoluogo.
Nel 1925 a Predappio si unì il vecchio comune autonomo di Fiumana.
Le principali attrattive
Chiesa di Sant'Agostino - Si sa che apparteneva a monaci agostiniani, dipendenti
dal monastero dei canonici portuensi di Ravenna. Di stile romanico, è costruita con
grossi e ben squadrati blocchi di pietra locale, cosiddetta "Spungon". È ad una
sola navata, orientata con l'abside a levante e con la facciata, il cui portale reca segni
di un originario protiro e della sovrastante tribunetta, rivolta verso ponente. Alla
purezza delle linee esterne corrisponde all'interno una non meno interessante serie di
affreschi, purtroppo in grande parte rovinati, che documentano, con una curiosa
sovrapposizione, la storia plurisecolare della chiesa. All'interno, tra gli affreschi
maggiormente conservati: una intera figura di San Gerolamo a capo scoperto, in cappa
cardinalizia e una madonna con bambino, attribuita al "Giottesco Romagnolo".
Nel suo centro storico si possono osservare particolari strutture urbanistiche e
architettoniche costruite negli anni venti e trenta di questo secolo nonché Palazzo
Varano, attuale sede municipale, il quale sorge su primitive fondamenta, ricostruito
nel 1926 dall'architetto Di Fausto. Fu, quasi certamente, una casa contadina dimora della
romana famiglia Varena dalla quale prese il nome.
Da visitare inoltre la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, attuale chiesa
parrocchiale, affidata ai frati minori francescani. Essa fu fatta costruire da Benito
Mussolini, che volle erigerla nel luogo della sua nascita. La sua costruzione con la posa
della prima pietra ebbe inizio nel 1931. Ne fu architetto Cesare Bazzani. Nel grandioso
portale si innestano sculture che celebrano le glorie del santo, narrate con 10
bassorilievi in bronzo. I bassorilievi sono opera dello scultore Morbiducci.
Chiesa di San Cassiano in Pennino - Questa chiesa è fra le più antiche della
Romagna: infatti la sua origine risale ai secoli X e XI. È edificata con sasso locale
detto "Pudinga". Fu varie volte danneggiata dai terremoti ed in parte restaurata
nel 1634. Dell'antica costruzione restano soltanto l'abside, la cripta e le fondamenta. La
Chiesa di San Cassiano, dichiarata monumento nazionale nel 1934, fu ricostruita
utilizzando il materiale superstite. La facciata è armoniosa e severa, con portale
sormontato da bifore.
Predappio Alta - Caratteristico borgo medioevale, è sorto intorno all'antico
castello, costruito nel 1283. Il castello in origine aveva tre torrioni merlati alla
ghibellina, la porta d'entrata al castello era sormontata dallo stemma della nobile
famiglia Theodoli di Forlì. Ora del castello originario resta solo il maschio di difesa
che domina altissimo il paese. |