(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Alcuni reperti affiorati nei dintorni (in particolare la tomba di un guerriero gallico
che venne sepolto assieme al proprio cavallo) ne avvalorano le origini romane. L'esistenza
di un "popolo di San Casciano" e di una "pieve di San Casciano" è
attestata comunque inequivocabilmente da due documenti, datati rispettivamente 884 e 1031
e relativi all'enfiteusi di alcuni fondi. La pieve, soggetta a vari passaggi di cui c'è
puntuale traccia negli archivi ed appartenuta a lungo al monaci benedettini, fu demolita
nel XVIII secolo.
Furono probabilmente prima i conti Guidi di Dovadola e poi Maghinardo di Susinana a
fortificare l'insediamento, conquistato a turno dalle famiglie nobili della zona (dai
Manfredi di Faenza ai De Calboli e agli Ordelaffi di Forlì), poi dai fiorentini e dai
veneziani. Questi ultimi, sotto la guida di Dionigi Naldi, nel 1505 smantellarono la
rocca, cui il terremoto del 1661 inferse un altro duro colpo.
Nei secoli successivi la cittadina continuò a gravitare su Firenze, facendo poi parte
di quella provincia all'indomani della costituzione del Regno d'Italia.
Fu aggregata a Forlì nel 1926.
Le principali attrattive
La Rocca. Il cosiddetto "Castellaccio", sull'omonimo colle che
sormonta il paese, è stato interamente recuperato, cancellando i segni lasciati dal sisma
del 1661, e trasformato in civile abitazione.
La Torre del Pretorio. Sulla piazza centrale del paese, è impreziosita da una
statua marmorea della Madonna. Da vedere nei dintorni anche la "Torre di
avvistamento", eretta per scopi difensivi ed oggi destinata ad uso colonico.
La Parrocchiale di Santa Maria. In stile barocco (piuttosto pesanti però i
restauri dopo i danni causati dall'ultima guerra), conserva una "Deposizione"
attribuita allo Stradano. Sorse nel 1784.
Abbazia di San Donnino. È tra Rocca San Casciano e la frazione di San Zeno.
Risale al X secolo, ma dell'antica struttura rimangono solo l'abside e il coro.
Recentemente restaurati gli affreschi trecenteschi attribuiti alla scuola riminese. |