(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Il toponimo risale ad un nome illustre nella storia della Chiesa, ovvero a Clemente,
vescovo di Roma, terzo successore di Pietro dall'88 al 97, autore di una "Lettera ai
Corinzi" di notevole rilievo storico, morto martire, in esilio in Asia Minore durante
il regno di Traiano. Le origini di San Clemente si perdono nel Medioevo.
Le prime notizie le abbiamo con la comparsa di "Castrum Sancti Clementi"
nella sedicente donazione fatta da Ottone I (912-973), imperatore del Sacro Romano Impero
e re di Germania, nel 962 ai conti di Carpegna.
Rimase sotto il potere dei Malatesta sino al 1463, quando la Chiesa lo tolse a
Sigismondo Malatesta. Un precedente tentativo, compiuto dal condottiero Niccolò Piccinino
(1380-1444) nel 1443 per conto della Chiesa, che pose l'assedio al Castello, fu senza
esito. Roberto Malatesta riconquistò San Clemente nel 1469 e il comune rimase alla
famiglia sino al 1504, quando il castello e tante altre località in Romagna passarono per
breve tempo ai veneziani.
Nel 1508 i veneziani lo cedettero alla Santa Sede, questa lo assegnò al comune di
Rimini. Ulteriori notizie su San Clemente, nei secoli XVI-XVII-XVIII, le abbiamo dalle
carte comprovanti una forte rivalità con altri comuni della vallata del Conca. Se nel XV
secolo Monteriore è l'effettiva capitale della valle e Saludecio la seconda cittadina,
nei secoli successivi si aggiunse anche San Clemente come centro importante.
Forte tensione insorse fra San Clemente e Montefiore per il controllo di un punto
strategico per l'economia della varata, cioè il borgo, il mercato e il guado di Morciano.
La rivalità tra Montefiore e San Clemente, soprattutto per l'organizzazione dei mercati e
delle fiere, durò perlomeno sino alla metà dell'Ottocento. Col XVI secolo inizia
comunque l'ascesa di Saludecio che si proporrà come capitale della valle.
Le principali attrattive
La chiesa di San Clemente si compone di una sola navata abbellita di colonne.
L'altare maggiore è di scagliola. Dietro di esso originariamente trovava posto un coro
con sedili ed inginocchiatoi in legno. In alto la sta tua di San Clemente. La cappella di
destra è dedicata al SS. Crocefisso, quella di fronte, non internata, alla Sacra
Famiglia. E' qui collocato un quadro di Giovan Battista Costa (1697-1767), raffigurante
appunto la Sacra Famiglia, di notevole valore.
La chiesa fu costruita nel 1834 per volere e a spese dell'arciprete don Paolo Bellini.
Scarne notizie fanno risalire la prima parrocchia di San Clemente al 1370, costruita da un
certo Giacobbe in località "Monticello", ora cimitero. Poi nel 1726, con debita
licenza ottenuta dall'arciprete Marini, venne trasferita da "Monticello" entro
il Castello, attigua alla porta di questo ed officiata dai monaci "Olivetani".
Sotto il presbiterio v'è ancora una vecchia cisterna chiamata "pozzo dei
frati".
Nel 1834 questa prima costruzione venne abbattuta per costruirvi l'attuale Chiesa, si
pensa su disegno dell'architetto Luigi Poletti (1792-1869), progettista poi nel 1842 anche
del Teatro Comunale di Rimini, considerato in quegli anni il più famoso architetto degli
Stati Pontifici.
Ancor oggi l'abitato di San Clemente è per gran parte racchiuso entro la cinta
muraria del castello malatestiano, parzialmente restaurata. Restano l'ingresso al
castello, con un arco a tutto sesto, e l'accesso al ridotto della rocca, come l'altro
rivolto a levante, munito di arco a sesto acuto e sormontato da una torre priva di
merlatura. Dalla rocca sono visibili pochi avanzi nell'angolo sud-orientale dell'abitato.
Ma i Malatesta a San Clemente lasciarono un'altra testimonianza notevole del loro
dominio: Castelleale. E' l'unico esempio presente nelle nostre zone di grande
fattoria e villa fortificata contemporaneamente. Esso fu costruito nel 1388 da un
personaggio importante nella storia della famiglia Malatesta: Leale Malatesta, vescovo di
Rimini. E sembra che qui Leale morisse nel settembre del 1400 subito dopo aver fatto
testamento. |