(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Quando si parla di San Giovanni in Marignano non si può fare a meno di ricordare che
è stato l'antico "granaio dei Malatesta", di cui ancora oggi all'interno del
castello si possono rintracciare numerose e capaci fosse ipogee, la cui presenza è
documentata fin dal Quattrocento. Queste, infatti, si trovano disseminate lungo le strade
principali, al riparo delle mura e predisposte appositamente per la conservazione dei
cereali. Del resto, anche tutte le descrizioni dei letterati e viaggiatori sono concordi
nel riconoscere storicamente il primato nella produzione granaria dell'allora contano
riminese.
San Giovanni in Marignano è situata sul "terrazzo" alluvionale del fiume
Conca a soli tre chilometri dal mare; l'area circostante all'abitato è caratterizzata da
rilievi collinari, alcuni dei quali furono prescelti come insediamento nelle epoche più
remote.
Nella ritta rete di insediamenti umani, tramandati dalle fonti documentate nell'ambito
dell'attuale territorio marignanese e testimoniati dalle interessanti scoperte
archeologiche effettuate, le funzioni accentratrici dei poteri giuridici, amministrativi
ed economici vennero svolte, almeno per tutto l'alto Medioevo, dal castello del Conca e
dalla Pieve omonima dedicata a S. Giorgio.
All'interno della circoscrizione ecclesiastica facente capo alla Pieve del Conca,
sorsero altri importanti insediamenti: castelli, chiese e abbazie. Nell'XI e nel XII
secolo, la Chiesa di S. Maria in Marignano (1062), l'Abbazia di San Gregorio in Conca
(1070), fondata da San Pier Damiani nelle immediate vicinanze di Morciano, ed il castello
di Marignano con la Chiesa di San Giovanni Battista (1157).
Quest'ultimo insediamento, ubicato sopra un antico "fundus Mariniani", di
probabile derivazione tardo-romana, oggi scomparso, ma identificabile nella località di
Castelvecchio, costituisce l'origine del centro che in seguito sarà chiamato S. Giovanni
in Marignano.
Le principali attrattive
Tanta storia alle spalle e si vede, ma il presente è molto interessante. San Giovanni
in Marignano in pochi decenni è comunque cambiato moltissimo. Da centro agricolo è
diventato un centro artigianale e industriale tra i più operosi della Valconca, con ampia
risonanza sul territorio riminese ed addirittura a livello nazionale ed internazionale,
potendo contare sull'apporto di aziende di prestigio nel settore della moda, della nautica
e in altre attività produttive.
Comunque il passato non è stato completamente cancellato. San Giovanni in Marignano
era famoso per le sue fiere, numerose fino all'inizio di questo secolo: se ne
contavano, durante il corso dell'anno, una quindicina. Le più importanti erano quelle di
San Mauro (19 gennaio) e di Santa Lucia (13 dicembre). Quella di Santa Lucia, l'unica
sopravvissuta (anche se oggi si presenta più come festa di paese che come importante
momento di mercato di scambi), costituiva il più significativo avvenimento dell'anno
agricolo e, sebbene fosse prettamente una fiera bovina e suina, accoglieva anche scambi di
vari generi e principalmente di pollame, uova, lana e cereali.
Attualmente oltre alla fiera di Santa Lucia (si protrae per una settimana) si svolge la
festa delle streghe, che ha il suo momento culminante nella notte tra il 23 e il 24
giugno, meglio conosciuta come notte di San Giovanni. Appuntamento che ha come principali
protagonisti cartomanti e appassionati dell'occulto, con spettacoli, musiche, balli, magie
che hanno il potere di tenere sveglia la città e di ammaliare la vicina riviera, per una
settimana intera.
Culturalmente la città da diversi anni ha fatto un notevole salto di qualità. Infatti
si sta ponendo sempre più alla ribalta grazie soprattutto al restaurato teatro A.
Massari, gioiello e vanto dell'intero circondario. Qui, infatti, si svolgono con
frequenza periodica (da gennaio a maggio) concerti e tante iniziative legate al mondo
della prosa e del cinema.
San Giovanni in Marignano è, tra le località della zona, una delle più ricche di
cimeli storici e non mancano i visitatori interessati a conoscere il passato remoto e
recente. Traumatico è stato il distacco con Cattolica alla fine del secolo scorso, quando
nottetempo i cattolichini diedero fuoco alla città formando poi il comune per proprio
conto. E oggi c'è chi vedrebbe ancora insieme le due località: ma forse è soltanto un
modo per ricordare a tutti come avvenne il distacco. |