(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Santa Soria è situata all'imbocco dei Bidenti di Corniolo, Ridracoli e Pietrapazza.
Fu possesso della chiesa forlimpopolese, poi dell'abbazia di Sant'Ellero e dei
fiorentini, al cui granducato appartenne fino al 1859: tuttora viene comunemente
denominata parte della "Romagna Toscana".
Raggiunse l'autonomia comunale nel 1811 e insieme all'ex comune di Mortano (sino ad
allora possesso dello Stato Pontificio) venne aggregato, nel 1923, alla provincia di
Forlì.
Le principali attrattive
Un'immagine dell'antico abitato si può ammirare nella pala secentesca di Anonimo
raffigurante il paese tra le Sante Lucia e Sofia conservata presso la chiesa parrocchiale
di Santa Sofia.
Palazzo Giorgi e Palazzo Bianchini/Mortani dominano rispettivamente il
centro e la parte più alta del paese.
Intorno al capoluogo meritano una visita i nuclei di Pondo, Raggio, Santa Fiora,
Spugna, Biserno e, a 10 km, Spinello, sovrastato dai ruderi dell'antica rocca malatestiana
(XIV secolo).
Percorrendo la strada statale 310, è d'obbligo sostare a Isola per ammirare
nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin la tela raffigurante l'Assunzione del faentino
Ponteghini e a Corniolo per una pala di maiolica invetriata opera della scuola di
G. Della Robbia nella chiesa parrocchiale.
Poco lontano da Corniolo, in località Valbonella, nel giardino della flora
Appenninica Romagnola, sono stati individuati e riprodotti gli ambienti vegetazionali
tipici dell'Appennino, che il visitatore potrà ritrovare visitando la splendida foresta
di Campigna, facente parte del Parco Nazionale delle foreste casentinesi e della
Campigna, a cavallo tra Toscana e Romagna. |