(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Savignano sul Rubicone si trova a circa metà strada fra Rimini e Cesena, da cui dista
15 chilometri, lungo la via Emilia e l'asse ferroviario Bologna-Rimini. Il territorio del
Comune si estende dalle prime colline preappenniniche (località Ribano) fino al mare,
seguendo il corso del Rubicone fino alla foce.
L'origine del toponimo è controversa. La versione più accreditata lo fa risalire al
romano "Fundus Sabinianus- (o della famiglia Sabina). Con i termini "ad
confluentes" nella "Tabula
Peutingeriana", e "Compitum" nell'Itinerario Gerosolimitano, è indicato
il luogo ove ebbe origine anticamente Savignano sulla via Emilia (San Giovanni in
Compito).
Gli invasori costrinsero gli abitanti di questa importante borgata romana a fuggire
verso l'interno, sul colle di Gaio o Gaggio, per poi trasferirsi sull'ameno poggio della
famiglia Sabiniana. Da questo essi ridiscesero, diversi secoli dopo, per gettare le
fondamenta dell'attuale Savignano. Secondo i cronisti, un certo Gaio Sabino, capostipite
della famiglia Sabiniana, sarebbe stato il fondatore del luogo.
Fino al 1933 la cittadina si chiamava Savignano di Romagna. Poi il capo del governo
Benito Mussolini, con un decreto, pose fine ad una diatriba fra storici e letterati che si
trascinava da secoli, individuando nel fiume che attraversa Savignano, lo storico
Rubicone.
Le principali attrattive
Il Rubicone - Fu il confine tra l'Italia e la Gallia Cisalpina, piccolo fiume -
grande nella storia di Roma - per il gesto di Giulio Cesare che lo attraversò nel 49 a.C.
divenendo nemico di Roma. Scrisse Livio che l'esercito del console Lucio Postumio,
accampato sulle rive di questo storico fiume, fu sbaragliato dai Galli che fecero strage
dei romani, capitanati dallo stesso Postumio. E che su questa sponda Caio Giulio Ottaviano
erede di Cesare strinse con Antonio e Lepido il secondo triumvirato.
Ponte Consolare sul Rubicone - Il ponte romano sul fiume Rubicone venne eretto
due secoli prima dell'era volgare, allorquando il console Marco Emilio Lepido fece
tracciare e sistemare la via Emilia che da Piacenza conduceva a Rimini. La sua larga
platea di breccia rossa fu visibile fino al 1725 e successivamente posta in luce dagli
scavi del 1937-38. In una pergamena del 955 si cita il ponte marmoreo di Savignano
chiamato Triponzio, e così negli anni 1205 e 1268. Le arcate laterali vennero danneggiate
da una masnada di ungheresi comandata da Anichino Mongardo e dall'Ordelaffi che vi
appiccò fuoco. Nel 1450 Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, tolse i marmi dalle
spalle del ponte per la costruzione del Duomo di Rimini e per ornare il ponte di Tiberio
sul Marecchia. Nel 1944 veniva completamente distrutto in seguito agli eventi bellici e
ricostruito dalla Sovrintendenza ai monumenti di Bologna nel 1965.
Il Castello di Ribano (secolo XI) - Si erge in cima ad un colle, circondato da
vigneti, sulla strada provinciale che porta da Savignano sul Rubicone a Sogliano al
Rubicone, al Km. 2,5. È oggi sede della importante azienda vitivinicola Spalletti, che
produce alcuni fra i vini tipici della Romagna. Il castello con la rivoluzione francese
passò di mano in mano fino al conte Gioachino Rasponi, nipote del re di Napoli, e,
attraverso diversi matrimoni, all'attuale proprietario dottor Giovanni Colonna principe di
Paliano, nipote del conte Gianbattista Spalletti.
Biblioteca e Accademia dei Filopatridi - Nei secoli XVI e XVIII
esistevano e fiorivano nel paese di Savignano due biblioteche: una comunale, l'altra
dell'Accademia, che furono unite in un'unica sede incrementate e amministrate sin dal
primo ottocento dalla Rubiconia Accademia dei Filopatridi. 60 mila volumi, 400
manoscritti, 20 incunaboli, 69 cinquecentine, 49 edizioni Bodoniane, oltre a 450
autografi, costituiscono il patrimonio bibliografico della attuale biblioteca che mano a
mano è andata arricchendosi di opere moderne per corrispondere alle richieste di studiosi
e studenti interessati alla consultazione. Nel 1801, sorse per opera di
Perticari-Borghesi-Amati, l'Accademia Rubiconia dei Filopatridi, che va considerata come
una restaurazione e un riordinamento della Accademia preesistente, quella degli Incolti,
che sorse nel XVII secolo. Ebbe sue leggi e ordinamento pastorale, traendo dal greco il
suo nome di Simpemenia, adunanza di pastori. Lo studioso peraltro dà il dovuto peso al
pensiero contenuto nelle leggi, poiché in essi è la sintesi dei nobili ideali, che
alimentarono sempre la fede operosa dei Savignanesi. Per 20 anni presidente della
Accademia Rubiconia dei Ffiopatridi fu Giosuè Carducci, nominato poi "Presidente
onorario perpetuo".
Venendo da Cesena, nella zona dell'antico Compito, c'è una Pieve Romanica
risalente al VI secolo. Del suo impianto originario restano solo alcuni elementi poiché
nel corso dei secoli la struttura ha subito diversi rimaneggiamenti. Poi c'è la Villa
Rasponi del Principe Colonna di Paliano, con annesso un parco pregevole dal punto di
vista botanico. Più avanti c'è Borgo San Rocco con l'omonima Chiesa all'interno
della quale è conservato un Crocefisso in legno del Duecento. Quindi si passa sul Ponte
storico sul Rubicone e nel corso ci sono Palazzo Vendemini (bellissimo e
completamente ristrutturato '700), il Monte di Pietà (del '400 cadente), la Vecchia
Pescheria ('700), la Chiesa di San Benedetto con facciata rinascimentale. Più avanti la
Collegiata di Santa Lucia (1494), il Palazzo Municipale ('700) e la chiesa della Madonna
Rossa ('700). |