(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino) La storia del
comune
Il territorio del comune, che si allunga nel fondovalle del torrente Tramazzo, presenta
insediamenti a S. Maria in Castello, che risalgono all'età villanoviana o del bronzo. È
in quel periodo dunque che si può cominciare a parlare di una comunità stanziale.
Nel 200 a.C. si colloca l'invasione dei Galli Boi, che però dovettero cedere presto
alla superiorità dei Romani. Questi ultimi occuperanno il borgo fino alla fine
dell'Impero.
Tredozio passò poi sotto l'Esarcato di Ravenna, divenendo intorno al 1100 feudo dei
conti Guidi di Romena e di quelli di Dovadola, come risulta da un diploma imperiale del
1164.
I Guidi dominarono ininterrottamente fino al 1428, quando il paese venne assoggettato
al governo di Firenze.
Per circa 400 anni la situazione rimase immutata fino all'avvento del Regno d'Italia.
Tuttavia Tredozio continuerà a far parte della provincia fiorentina; solo dopo il 1923
Mussolini la farà confluire nella provincia di Forlì, ristrutturando il territorio
romagnolo. Lo stemma del comune raffigura un leone rampante che impugna un vessillo
agitato dal vento.
Le principali attrattive
Il centro storico presenta numerosi edifici settecenteschi, con una struttura
urbanistica che ricorda le cittadine toscane. Al XIII secolo risale la Chiesa di San
Michele; in parte ripristinata nelle forme medievali, possiede un crocifisso ligneo
del XIV secolo, posto su una tavola di scuola riminese del Trecento.
Sulla riva opposta del Tramazzo, lungo la via principale, si trova l'oratorio di
Piazza o della Compagnia (sec. XVIII), con un'Annunciazione di scuola toscana della
fine del Quattrocento. Interessanti sono anche il palazzetto Bonaccorsi, con bella porta
intagliata, e, in prossimità del torrente, il mulino San Michele, costruito nel XIV
secolo ed oggi adibito a ristorante. A 4 km dal centro sorge la chiesa di Santa Maria in
Castello, presso la cui canonica sono custoditi reperti ceramici della tarda età del
bronzo.
In fase di ristrutturazione è il convento dell'Annunziata, adibito a centro
policulturale. Vanno ricordati anche i cortili e i giardini di palazzo Fantini, che al suo
interno ospita un piccolo museo degli attrezzi aziendali.
La zona di Tredozio è particolarmente indicata agli amanti della natura. Lunghe
escursioni possono essere compiute nei territori dell'alto Tramazzo, dove si trova il lago
di Ponte ed un ambiente boschivo ancora intatto, o lungo gli itinerari e i sentieri che
attraversano i boschi collocati intorno al paese. Lungo il torrente è possibile
incontrare fonti di acqua solforosa, mentre in alcuni punti del territorio vicino al Monte
Busca, una formazione di origine vulcanica, si possono ammirare emissioni di gas metano
naturale. |